Nel Kyokushin, "Osu" non è una parola. È il rumore di una porta che sbatte in faccia alla tua voglia di arrenderti. Se pensi che sia un semplice "ciao" o un banale "sì", sei fuori strada. È un patto di sangue con la fatica.
L'etimologia stessa è un assalto: deriva dalla contrazione delle parole "Oshi" (spingere) e "Shinobu" (resistere/sopportare). Significa letteralmente "spingere se stessi oltre il limite della sopportazione".
Ecco cosa significa davvero quando lo urli nel Dojo:
1. La Pazienza: Mangiare Polvere senza Lamentarsi
La pazienza di cui parla Oyama non è l'attesa passiva del monaco. È la pazienza del fabbro che batte sul ferro rovente. È il "Gaman": la capacità di sopportare l'insopportabile.
Significa restare in posizione Kiba-dachi finché le gambe non diventano piombo fuso.
Significa accettare che la maestria non arriva oggi, né domani, ma forse tra dieci anni di tormento.
È la forza di dire "Osu" quando il tuo istruttore ti ordina un'altra serie di flessioni e i tuoi muscoli stanno gridando pietà.
2. Il Rispetto: Riconoscere il Valore del Nemico
Nel Kyokushin, il rispetto è brutale. Non rispetti il tuo avversario perché è "gentile", lo rispetti perché ti sta prestando il suo corpo per permetterti di diventare più forte.
Rispetto significa guardare negli occhi chi ti ha appena colpito al fegato e dire "Osu", ringraziandolo per aver esposto la tua debolezza.
È il riconoscimento sacro del sudore altrui. Se non rispetti l'uomo che hai di fronte, il tuo combattimento è solo rissa da strada. Se lo rispetti, è un rito di trasformazione.
3. L'Apprezzamento: La Gratitudine nel Dolore
Questo è il livello più alto e selvaggio. Apprezzare non significa essere felici; significa essere grati per la durezza della vita.
Apprezzare l'allenamento significa capire che ogni colpo ricevuto è un mattone che costruisce la tua corazza.
È la gratitudine verso il Maestro che ti spinge oltre l'esaurimento, perché sa che è lì, sul fondo del barile, che troverai chi sei veramente.
"Osu" è dire grazie alla vita anche quando ti prende a schiaffi, perché è proprio in quegli schiaffi che senti di essere vivo.
La Regola dell'Osu
Pronunciare "Osu" significa fare una promessa: "Non importa quanto pesi il carico, io lo porterò. Non importa quanto faccia male, io spingerò ancora."
È la filosofia del muro contro cui si infrangono le onde. L'onda colpisce, ma il muro resta.
Nessun commento:
Posta un commento