Parliamo di un
confronto che ha tenuto svegli gli appassionati per decenni. Da una
parte il Muay Thai, l'arte delle otto armi, perfezionata nei ring
thailandesi per secoli. Dall'altra il Kyokushin, il karate più duro
del mondo, fondato da un uomo che lottava contro tori a mani nude.
La domanda è:
perché i praticanti di Kyokushin hanno maggiori possibilità di
successo contro la Muay Thai? E quali sono i loro veri punti di forza
e di debolezza?
Premessa
obbligatoria: può succedere di tutto. Non
esiste l'arte marziale migliore in assoluto. Esistono combattenti
migliori in circostanze specifiche. Detto questo, ci sono dinamiche
strutturali che favoriscono uno o l'altro stile in determinati
contesti.
Vediamole. Senza
paraocchi. Senza tifoserie.
Prima di tutto,
buttiamo giù un mito. La Muay Thai non è "automaticamente
superiore" a nessun'arte marziale seria. È un sistema
eccellente. Completo. Collaudato. Ma non invincibile.
I thailandesi
stessi, quando incontravano lottatori di Kyokushin nel K-1 e in altri
tornei internazionali, hanno preso delle batoste. Non sempre. Non
sistematicamente. Ma abbastanza spesso da farci riflettere.
Andy Hug, Kyokushin
puro, ha vinto il campionato mondiale K-1 nel 1996. Ha battuto
lottatori di Muay Thai, di boxe, di kickboxing. Non era un fenomeno
isolato. Era il sintomo di qualcosa.
Cosa avevano Hug e
altri lottatori di Kyokushin che li rendeva competitivi contro la
Muay Thai?
Vediamo i punti di
forza.
Punto di forza
N.1: Il condizionamento fisico bestiale
Il Kyokushin ha una
reputazione: è il karate che non ti fa dormire la
notte.
Le sessioni di
condizionamento sono leggendarie. Centinaia di pugni sulle tavole.
Calci sui tronchi d'albero. Colpi sugli stinchi fino a che non
diventano insensibili. L'allenamento "100 kumite" (100
combattimenti consecutivi) per ottenere la cintura nera è una follia
che pochi altri stili si sognano.
Cosa significa?
Significa che il lottatore di Kyokushin, mediamente, ha una soglia
del dolore più alta. Incassa colpi che un normale essere
umano non incasserebbe.
Nel confronto con la
Muay Thai, questo è cruciale. Perché la Muay Thai fa molto leva sul
"degradare" l'avversario con colpi bassi e al corpo. Ma se
l'avversario non accusa il colpo, se continua ad avanzare, se non
cambia espressione... il piano della Muay Thai salta.
Il lottatore di Muay
Thai è abituato a vedere gli avversari indietreggiare dopo un calcio
basso ben piazzato. Quando vede un tipo di Kyokushin che prende lo
stesso calcio e risponde con un calcio in faccia, la sua mappa
mentale si rompe.
Questo non è
"magia". È condizionamento. E il Kyokushin lo fa meglio di
quasi tutti.
Punto di forza N.2:
I calci laterali (e la gestione della distanza)
La Muay Thai ha
calci circolari potenti. Calci a livello basso, medio, alto. Ma ha un
punto debole: non ha un calcio lineare paragonabile al
calcio laterale del karate.
Il calcio laterale
(yoko geri) del Kyokushin è un'arma devastante. Parte dalla gamba
anteriore, viaggia in linea retta, e colpisce con il tallone o il
bordo del piede. È veloce, è diretto, ed è quasi impossibile da
parare con le tecniche standard della Muay Thai (che sono basate sul
blocco con gli stinchi per i calci circolari).
Cosa succede quando
un lottatore di Muay Thai affronta uno di Kyokushin?
Il thailandese cerca
di entrare nella sua distanza di calcio circolare. Ma il karateka lo
ferma con un calcio laterale al ginocchio, alla coscia, o al plesso.
E mentre il thailandese è fermo, il karateka avanza.
Inoltre, il calcio
laterale è ottimo per tenere la distanza. Il
karateka può stare fuori dalla portata dei calci circolari e colpire
da lontano. La Muay Thai, che non ha una risposta lineare altrettanto
efficace, è costretta a entrare in modo più rischioso.
Questa dinamica è
stata sfruttata alla perfezione da Andy Hug. Il suo calcio laterale
era un muro. I thailandesi non riuscivano ad avvicinarsi.
Punto di forza
N.3: Varietà di calci (e imprevedibilità)
Il Kyokushin ha un
arsenale di calci più vario della Muay Thai.
Calcio frontale
(mae geri).
Calcio laterale
(yoko geri).
Calcio
circolare (mawashi geri).
Calcio a
martello (kakato geri).
Calcio
all'indietro (ushiro geri).
Calcio a
mezzaluna (mikazuki geri).
La Muay Thai ha
essenzialmente: calcio basso, calcio medio, calcio alto, calcio
frontale (molto meno usato), calcio rotante (raro, da
finalizzazione).
Questa maggiore
varietà rende il karateka di Kyokushin più imprevedibile. Il
thailandese si aspetta calci circolari. Invece riceve un calcio
laterale. O un calcio a martello sulla clavicola. O un calcio
all'indietro quando si avvicina.
Certo, la Muay Thai
ha le gomitate e le ginocchiate che il Kyokushin non ha (o ha
limitate). Ma a distanza media-lunga, il Kyokushin ha un vantaggio
nell'arsenale.
Punto di forza
N.4: L'abitudine a combattere a mani nude
Torniamo a un punto
già discusso, ma fondamentale.
Il Kyokushin
combatte senza guantoni. Le mani sono nude. I pugni al corpo sono
permessi. I pugni alla testa no (nei tornei), ma l'allenamento per i
pugni alla testa esiste comunque in molte palestre serie.
Cosa significa?
Significa che il karateka di Kyokushin sa colpire senza
rompersi le mani. Usa il palmo (shuto), il tallone del palmo
(teisho), il pugno con angolazioni studiate, il colpo alla gola, agli
occhi, alle tempie.
La Muay Thai, con i
guantoni, non allena queste tecniche. Il thailandese medio, se si
trova a combattere a mani nude, rischia di farsi male da solo. Il suo
gancio alla tempia, senza guantone, può fratturargli il metacarpo.
In un match senza
guantoni (o in strada), questo è un vantaggio enorme per il
Kyokushin.
Il Kyokushin non è
perfetto. Contro la Muay Thai, ha delle falle enormi.
Debolezza N.1:
Nessuna difesa per i pugni alla testa
Questa è la più
grande. La più grave.
Nel Kyokushin da
torneo, i pugni alla testa sono vietati. Di conseguenza, i karateka
si allenano a parare calci alla testa, a incassare calci al corpo, a
proteggere i fianchi. Ma non si allenano a parare pugni alla testa.
Un pugno diretto, un
gancio, un montante... arrivano alla testa del karateka, e lui non ha
la difesa automatica. Non è abituato.
Cosa succede in un
match contro la Muay Thai (dove i pugni alla testa sono permessi,
anche se con guantoni)?
Il karateka di
Kyokushin tiene le mani basse (come nel suo stile), perché è
abituato a parare calci con gli stinchi e a colpire il corpo. Il
thailandese ne approfitta e lo bombarda di jab e diretti.
Il karateka alza le
mani per difendersi, ma non è fluido. Le tiene alte, ma perde la sua
struttura. Diventa goffo. Prende colpi lo stesso.
Questo è il motivo
per cui molti karateka di Kyokushin, quando passano al K-1 o alla
kickboxing, devono reimparare la difesa
dai pugni. Alcuni ci riescono (Andy Hug). La maggior parte no.
Debolezza N.2: Il
clinch è un territorio nemico
La Muay Thai è la
regina del clinch. Ginocchiate, gomitate, proiezioni, controllo della
testa, rottura dell'equilibrio.
Il Kyokushin, nel
clinch, è un pesce fuor d'acqua. Non lo allena in modo sistematico.
Non ha le risposte.
Un lottatore di Muay
Thai esperto, quando capisce che il karateka non sa lottare in
stretto, lo afferra, lo blocca, e lo martella di ginocchia al corpo e
gomitate alla testa. Il karateka può anche avere la struttura più
solida del mondo, ma se non ha mai imparato a uscire da un clinch
thailandese, è fottuto.
Questa è una delle
ragioni per cui i thailandesi hanno dominato a lungo i tornei di
kickboxing: appena il match diventava sporco, in mischia, loro
avevano un vantaggio abissale.
Debolezza N.3: I
calci bassi (low kick) fanno male anche ai duri
Il Kyokushin ha un
condizinamento bestiale. Ma il low kick della Muay Thai è un'arma
progettata per distruggere le gambe.
I karateka di
Kyokushin sono abituati a bloccare i calci bassi con lo stinco. Ma
dopo 2-3 low kick ben piazzati, anche lo stinco più duro inizia a
far male. E se il thailandese alterna low kick alla gamba anteriore e
posteriore, il karateka inizia a zoppicare.
E un combattente che
zoppica perde potenza nei calci, perde mobilità, perde fiducia.
Il condizionamento
aiuta. Ma non rende immuni. E contro un lottatore di Muay Thai che sa
piazzare low kick a ripetizione, il karateka è in difficoltà.
Debolezza N.4: La
gomitate sono un'arma sconosciuta
Il Kyokushin non
allena le gomitate in modo sistematico. Le conosce, le studia, ma non
le usa in competizione. Di conseguenza, non le para bene.
La Muay Thai,
invece, ha le gomitate come arma primaria a distanza corta.
Quando il karateka
di Kyokushin si avvicina per colpire al corpo o per tirare un gancio
(con le mani nude, magari), il thailandese non si tira indietro. Si
avvicina ancora di più. Lo afferra. E gli pianta una gomitata
sull'arcata sopraccigliare.
Un colpo solo.
Sangue. Visibilità ridotta. Possibile stop.
Il karateka non ha
la difesa automatica per questo. E spesso, subisce la gomitata senza
nemmeno vedere da dove arriva.
Il fattore
decisivo: l'adattamento
Ora, dopo aver
elencato punti di forza e debolezza, arrivo alla verità sporca.
Il lottatore
di Kyokushin ha maggiori possibilità di successo contro la Muay Thai
solo se ha colmato i suoi buchi.
Se ha imparato
a difendere i pugni alla testa.
Se ha imparato
a lottare nel clinch.
Se ha imparato
a gestire i low kick.
Se ha imparato
a parare le gomitate.
Senza questi
adattamenti, il karateka medio di Kyokushin contro il nak muay medio
perde. Non sempre, ma spesso.
Con questi
adattamenti, il karateka diventa un ibrido. Non
è più "puro Kyokushin". È un combattente che ha preso il
meglio del Kyokushin (calci, condizionamento, varietà di colpi) e ha
coperto le sue debolezze con tecniche di Muay Thai e boxe.
E questo ibrido, sì,
è molto pericoloso.
Andy Hug non era
"Kyokushin puro". Andy Hug era un genio che aveva rubato
dalla boxe (i pugni), dalla Muay Thai (la difesa dai low kick, alcune
tecniche di clinch), dal Taekwondo (calci alti e rotanti). Il suo
karate era la base, ma non il limite.
Ecco perché ha
vinto.
Alla fine di tutto,
la risposta più onesta è la più noiosa: dipende dal
combattente.
Un grande lottatore
di Muay Thai batte un mediocre lottatore di Kyokushin. Un grande
lottatore di Kyokushin batte un mediocre lottatore di Muay Thai. Due
grandi lottatori, con stili diversi, possono dare vita a match epici
dove vince chi sfrutta meglio i propri punti di forza e nasconde i
propri punti deboli.
E poi c'è il
fattore C: circostanze.
In un ring, con
guantoni, regole Muay Thai, arbitro che separa al minimo segno di
clinch prolungato? Vantaggio Muay Thai.
In un torneo K-1,
con calci alla testa permessi, pugni alla testa permessi, clinch
limitato? Vantaggio Kyokushin.
In strada, senza
regole, senza guantoni, con la possibilità di colpire agli occhi,
alla gola, all'inguine? Forse Kyokushin, per l'abitudine a colpire a
mani nude e le tecniche a mano aperta. Ma se il thailandese tira una
gomitata al primo scambio, il discorso cambia.
E poi, tutti
hanno un piano finché non vengono colpiti in un occhio o presi a
calci nelle parti intime.
La teoria è una
cosa. La pratica è un'altra. E la pratica, sporca, imprevedibile,
dolorosa, non segue i manuali.
La lezione
finale? Non sposare mai un solo stile.
I migliori
combattenti che ho visto (e non parlo solo di professionisti) erano
quelli che avevano assorbito il meglio dalla Muay Thai, dal
Kyokushin, dalla boxe, dalla lotta. Non si identificavano con
un'etichetta. Si identificavano con l'idea di essere
completi.
Il Kyokushin ti dà
condizionamento, calci vari, abitudine al contatto a mani nude. La
Muay Thai ti dà clinch, gomitate, low kick devastanti. La boxe ti dà
difesa dai pugni e gioco di gambe.
Prendi tutto. Butta
via l'orgoglio. Allenati dove sei debole.
E poi, quando
incontrerai un avversario, qualunque sia il suo stile, avrai una
risposta. Non una risposta "da manuale". Una risposta tua.
Adattata. Sporca. Efficace.
Questo è ciò che
faceva Bruce Lee. Questo è ciò che faceva Andy Hug. Questo è ciò
che fanno i migliori.
Il resto è
chiacchiere da bar.