Il Dojo Kun non è una preghiera. È un giuramento di sangue. Non è stato scritto per essere appeso a una parete e accumulare polvere, ma per essere scolpito nelle ossa di chiunque osi varcare la soglia del Kyokushinkai.
Dopo il suo brutale isolamento in montagna, Masutatsu Oyama sapeva che la forza bruta, senza una direzione, è solo caos. Verso la metà degli anni '50, collaborò con Shihan Eiji Nishioka per distillare l'essenza della sua filosofia in sette precetti.
Mentre Oyama era il braccio armato, l'uomo che abbatteva i tori, Nishioka era colui che sapeva dare forma alla disciplina mentale. Insieme, crearono un codice che doveva fungere da bussola per il guerriero moderno: un uomo capace di una violenza devastante, ma soggiogata a una volontà d'acciaio.
Ancora oggi, alla fine di ogni allenamento, dopo aver sputato l'anima sul tatami, i karateka recitano questi precetti per ricordare che il vero nemico non è l'avversario di fronte a loro, ma la propria debolezza.
I Sette Precetti: L'Anatomia della Volontà
Alleneremo il nostro cuore e il nostro corpo per raggiungere uno spirito fermo e incrollabile.
La realtà: La carne è debole. L'unico modo per domarla è sottoporla a uno stress che la spezzi e la ricostruisca. Il corpo è lo strumento, il cuore è il motore.
Seguiremo la vera essenza della via marziale, cosicché i nostri sensi siano pronti al momento opportuno.
La realtà: Non allenarti per lo spettacolo. Allenati affinché il tuo istinto omicida sia affilato come un rasoio, pronto a scattare quando il pericolo smette di essere un'ipotesi e diventa carne.
Con forza e vigore, cercheremo di coltivare uno spirito di abnegazione.
La realtà: Uccidi l'ego. Se non sai rinunciare ai tuoi comfort, ai tuoi vizi e alla tua pigrizia, non sei un guerriero, sei un turista del dolore.
Osserveremo le regole della cortesia, rispetteremo i nostri superiori e ci asterremo dalla violenza gratuita.
La realtà: Solo chi ha il potere di distruggere può davvero permettersi di essere gentile. Il rispetto non è sottomissione, è la catena che impedisce alla bestia interiore di divorare gli innocenti.
Seguiremo i nostri principi religiosi e non dimenticheremo mai la vera virtù dell'umiltà.
La realtà: Resta umile o il mondo ti umilierà nel modo più brutale possibile. C'è sempre qualcuno più forte, più veloce o più disperato di te.
Guarderemo in alto verso la saggezza e la forza, non cercando altri desideri.
La realtà: Elimina le distrazioni. La gloria, i soldi e la fama sono rumore. L'unica cosa che conta è la ricerca della Verità Ultima attraverso la fatica.
Per tutta la nostra vita, attraverso la disciplina del Karate, cercheremo di compiere la via del Kyokushin.
La realtà: Non è un hobby del sabato pomeriggio. È una condanna a vita. Il Karate finisce solo quando smetti di respirare.
Per Oyama, recitare il Dojo Kun con i polmoni che bruciano e i muscoli che tremano era l'unico modo per interiorizzarlo. Le parole non valgono nulla se non sono pagate con il sudore.
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