Nelle arti marziali
giapponesi, esiste un concetto tanto fondamentale quanto frainteso:
il Kihon (基本).
Letteralmente "fondamento" o "base", è il
termine che racchiude tutto ciò che è elementare, ripetitivo,
apparentemente noioso.
Eppure, senza Kihon,
il karateka è un albero senza radici, un edificio senza fondamenta,
un pugile che non sa chiudere il pugno.
Questo articolo non
è per chi cerca tecniche segrete o mosse spettacolari. È per chi
vuole capire perché i maestri giapponesi fanno ripetere gli stessi
movimenti per migliaia di volte, e perché quel gesto apparentemente
inutile è l'unica cosa che ti separa dal panico in una rissa vera.
Kihon: Cosa
Significa Davvero?
Ki
(基) significa
"base", "fondazione", "ciò che sta
sotto". Hon (本) significa
"origine", "principio", "radice".
Insieme, Kihon indica l'insieme delle tecniche e dei movimenti
fondamentali su cui si regge l'intero sistema marziale.
Nel contesto del
karate (ma il concetto è presente anche in judo, kendo, aikido e
altre discipline giapponesi), il Kihon è l'alfabeto del
combattimento. È:
Le
posizioni (dachi): come stare in piedi senza cadere.
Le
tecniche di base (kihon waza): pugni (tsuki), calci
(geri), parate (uke), colpi di mano aperta (shuto, nukite).
Gli
spostamenti (tai sabaki): come muovere il corpo senza
perdere equilibrio.
Il
respiro (kokyu): come sincronizzare il movimento con
l'aria nei polmoni.
Il Kihon è la
grammatica del karate. Prima di scrivere una poesia (il kata) o avere
una conversazione (il kumite), devi conoscere l'alfabeto. E devi
conoscerlo così bene che le lettere diventano automatiche,
istintive, dimenticate.
Perché il Kihon È
Così Noioso (E Perché È Così Importante)
Il Kihon è noioso.
È ripetitivo. È frustrante. È un pugno che tiri mille volte, un
calcio che ripeti fino allo sfinimento, una posizione in cui resti
immobile per minuti mentre le gambe bruciano.
E proprio per questo
è importante.
1. Il Kihon Crea
Memoria Muscolare
Il cervello umano è
lento. Ci vogliono 200-300 millisecondi per elaborare uno stimolo
visivo e decidere una risposta. In una rissa, è un'eternità.
La memoria muscolare
è veloce. Quando un movimento è stato ripetuto migliaia di volte,
il corpo lo esegue senza passare per il cervello. È un riflesso. Il
pugno parte prima che tu abbia deciso di tirarlo.
Esempio: Un
pugile professionista non "pensa" a tirare un jab. Il jab
esce. Se dovesse pensare, sarebbe già stato colpito. Il Kihon ti
porta a quel livello.
2. Il Kihon
Corregge Gli Errori di Base
La maggior parte
delle persone, quando tira un pugno, fa errori:
Il Kihon, ripetuto
lentamente e controllato, corregge questi errori uno per uno. Il
maestro ti guarda, ti corregge, ti fa ripetere. Dopo mille
ripetizioni, il movimento è pulito. Dopo diecimila, è perfetto.
Dopo centomila, è istinto.
3. Il Kihon
Costruisce la Struttura
Il karate non è
forza bruta. È struttura. Un pugno tirato con le spalle rilassate,
il bacino ruotato e il peso che si sposta avanti è più potente di
un pugno tirato da un bodybuilder che usa solo il bicipite.
Il Kihon ti insegna
la struttura: la posizione corretta, l'angolo giusto, la connessione
tra piedi, fianchi, spalle e pugno. È una catena cinetica. Se un
anello è sbagliato, il colpo perde potenza.
4. Il Kihon
Allena la Mente
Il Kihon non allena
solo il corpo. Allena la mente alla pazienza, alla disciplina, alla
concentrazione.
Ripetere lo stesso
movimento per un'ora intera è una forma di meditazione in movimento.
Ti costringe a stare nel presente, a osservare ogni dettaglio, a non
farti distrarre. È un allenamento alla presenza
mentale, che è forse la qualità più importante in una
rissa.
La Piramide del
Karate: Kihon, Kata, Kumite
Il karate
tradizionale si regge su tre pilastri:
Kihon (basi):
i movimenti fondamentali.
Kata (forma):
le sequenze prestabilite di movimenti.
Kumite (combattimento):
l'applicazione contro un avversario reale.
Questi tre elementi
non sono separati. Sono una piramide. Il Kihon è la base. Senza
Kihon, il kata è una coreografia senza senso e il kumite è un
cazzotto senza struttura.
Il kata è una
sequenza di movimenti che simulano un combattimento contro più
avversari. Ma quei movimenti sono fatti di Kihon. Ogni pugno, ogni
calcio, ogni parata del kata è un Kihon che viene applicato in un
contesto diverso.
Se il Kihon è
pulito, il kata è pulito. Se il Kihon è approssimativo, il kata è
una danza imbarazzante.
Nel kumite
(combattimento libero o prestabilito), la tecnica che usi è sempre
un Kihon. La differenza è che lo applichi contro un avversario che
si muove, che reagisce, che cerca di colpirti.
Il Kihon ti dà il
vocabolario. Il kumite ti insegna a usarlo in una conversazione. Ma
se il vocabolario è scarso, la conversazione è imbarazzante.
Negli ultimi anni,
molte scuole di karate hanno ridotto il tempo dedicato al Kihon. La
gente vuole fare subito kumite, vuole mettersi i guantoni e
combattere. Il Kihon è considerato noioso, vecchio, superato.
Errore
enorme.
Il Kihon è la cosa
più importante che puoi fare. Ecco perché:
1. Il Kihon Ti Dà
Potenza Senza Fatica
Un movimento pulito,
tecnicamente corretto, è più potente di un movimento brutto. Il
Kihon ti insegna a usare il peso del corpo, non solo i muscoli. Una
posizione solida (come lo zenkutsu dachi) ti permette di scaricare la
forza a terra e di ricevere colpi senza cadere.
2. Il Kihon Ti Dà
Velocità Senza Tensione
La velocità nel
karate non viene dalla tensione. Viene dal rilassamento. Un pugno
tirato con il braccio rilassato è più veloce di un pugno tirato con
il braccio contratto.
Il Kihon ti insegna
a rilassare le spalle, a non contrarre i muscoli inutili, a muoverti
con economia. E questo ti rende più veloce.
3. Il Kihon Ti Dà
Equilibrio Senza Pensiero
In una rissa, se
perdi l'equilibrio, sei morto. Il Kihon ti insegna a stare in piedi
in qualsiasi situazione: quando colpisci, quando vieni colpito,
quando ti sposti. La posizione diventa istintiva. Non devi pensarci.
4. Il Kihon Ti Dà
Fiducia Senza Arroganza
Sapere di avere una
tecnica solida ti dà fiducia. Non devi sperare che il colpo
funzioni. Sai che funziona. Lo hai provato diecimila volte. È una
certezza.
Nel Kyokushin, il
Kihon è portato all'estremo. Perché nel Kyokushin, la tecnica deve
funzionare in un contesto di combattimento a contatto pieno, dove i
colpi sono reali e il dolore è parte dell'allenamento.
Il Kihon nel
Kyokushin include:
Posizioni
profonde, spesso dolorose (come lo zenkutsu dachi
tenuto per minuti).
Tecniche
ripetute centinaia di volte senza sosta (per costruire
resistenza e durezza).
Colpi a
bersagli duri (per temprare le ossa).
Respiro
forzato (il famoso "kiai" che non è un
grido, ma una contrazione del diaframma).
Nel Kyokushin, se il
Kihon non funziona, il kumite ti distrugge. Non c'è via di scampo. O
la tecnica è solida, o vieni sbattuto a terra.
Se vuoi che il Kihon
diventi un riflesso, non una coreografia, segui questi consigli.
1. La Qualità
Prima della Quantità
Non fare mille pugni
brutti. Fai cento pugni perfetti, lentamente, osservando ogni
dettaglio. Poi aumenta la velocità. Poi il numero.
2. Usa lo
Specchio
Guardati mentre
esegui il Kihon. Controlla la posizione, l'angolo del braccio, la
rotazione del bacino. Il maestro non può vederti sempre. Devi
imparare a correggerti da solo.
3. Colpisci un
Bersaglio
Il Kihon al sacco o
al makiwara (bersaglio di paglia) è diverso dal Kihon a vuoto. Ti
insegna a serrare il pugno all'impatto, a sentire la resistenza, a
mantenere la struttura sotto pressione.
4. Fai Sparring
con il Kihon
Non fare solo
combattimento libero. Fai esercizi in cui devi usare solo le tecniche
di base. Questo ti costringe a renderle efficaci, a trovare il
momento giusto, a capire come applicarle.
5. Ripeti,
Ripeti, Ripeti
Il Kihon non si
impara in un giorno. Non si impara in un mese. Ci vogliono anni. E
anche dopo anni, continua a ripeterlo. Perché c'è sempre un
dettaglio da migliorare.
Il Kihon è noioso.
È ripetitivo. È frustrante. È il motivo per cui molti abbandonano
il karate dopo poche settimane.
Ma il Kihon è anche
l'unica cosa che ti renderà un lottatore vero, capace di reagire
senza pensare, di colpire senza esitare, di muoverti senza cadere.
In Giappone, si dice
che un maestro impiega 10.000 ore per padroneggiare una tecnica. E
quelle ore sono fatte di Kihon. Pugni. Calci. Parate. Posizioni.
Ancora pugni. Ancora posizioni.
Perché il Kihon è
come la respirazione: non ci pensi, ma senza di essa, muori.
Come diceva Gichin
Funakoshi, il padre del karate moderno: "Il karate
inizia e finisce con il Kihon. E nel mezzo, c'è ancora Kihon."
E ora, smettila di
leggere. Vai in palestra. Tira un pugno. Poi un altro. Poi un altro.
Ancora. Ancora. Fino a quando quel pugno non esce da solo.
Quello è il Kihon.
E quello è il karate.