mercoledì 21 settembre 2022

Il Pugno Verticale: Perché la Rotazione Completa è un Errore (Biomeccanico)


Nel karate tradizionale e nel pugilato moderno, ci insegnano a ruotare il pugno fino a portare il palmo verso il basso al momento dell’impatto. È una tecnica eccellente per tagliare la pelle e scivolare tra le guardie. Ma il Kyokushin non è nato per fare punti o tagliare sopracciglia. Il Kyokushin è nato per sfondare.

Il Seiken (pugno fondamentale) del Kyokushin spesso si ferma a una rotazione parziale o rimane verticale (Tate Tsuki). Non è pigrizia tecnica; è ingegneria del trauma. Ecco perché, se vuoi generare una forza d'urto reale a mano nuda, devi smettere di ruotare eccessivamente il polso.

1. Il Paradosso dell’Allineamento: Radio e Ulna

La fisica del pugno è la fisica di una catena cinematica. La forza nasce dal suolo, attraversa l'anca, viaggia nella schiena e si scarica attraverso il braccio. Il polso è l'anello debole di questa catena.

Quando ruoti completamente il pugno (palmo in basso), le due ossa dell’avambraccio, il radio e l’ulna, si incrociano. Questo incrocio crea una struttura intrinsecamente meno stabile rispetto alla posizione naturale parallela. Nel pugno verticale o semi-verticale, radio e ulna rimangono paralleli. Questo permette una trasmissione della forza più diretta e solida, riducendo drasticamente il rischio di distorsioni o fratture del carpo quando impatti contro un bersaglio duro come uno sterno o una costola.

2. Il "Cuneo" del Gomito

Osserva un pugile: quando ruota il pugno, il gomito tende ad alzarsi leggermente verso l'esterno (winging). Nel Kyokushin, il gomito deve rimanere basso, puntato verso il suolo, agendo come un pilastro di sostegno.

Mantenere il pugno verticale permette al gomito di rimanere sulla linea di forza del corpo. Biomeccanicamente, questo significa che l'impatto non è sostenuto solo dai muscoli della spalla (piccoli e fragili), ma viene scaricato direttamente attraverso l'omero fino al gran dorsale. In parole povere: colpisci con tutta la massa del tronco, non solo con il braccio. È la differenza tra lanciare un sasso e spingere un ariete.

3. Superficie d'Impatto e Pressione

Pressione = Forza / Area (P = F / A).

Il pugno verticale favorisce l’impatto con le prime due nocche (Kento: indice e medio), che sono le più grandi, spesse e strutturalmente collegate alle ossa dell'avambraccio in linea retta.

Ruotando completamente, c'è il rischio che il colpo "scivoli" o che le nocche più piccole (anulare e mignolo) vengano coinvolte nell'impatto. Se colpisci un osso duro con il mignolo, subisci la cosiddetta "frattura del pugile". Se colpisci con un pugno verticale e le nocche del centro, stai concentrando tutta l'energia cinetica su una superficie minima e durissima. Il risultato è la penetrazione profonda nei tessuti molli o la frantumazione immediata delle strutture ossee sottili.

4. La Via più Breve: Traiettoria e Difesa

In un combattimento reale, il tempo è sangue. Il pugno verticale viaggia su una linea più stretta. Non deve "girare", quindi non apre varchi nella tua guardia. Parte dal tuo mento e arriva al bersaglio come un pistone idraulico. È meno visibile, più difficile da intercettare e infinitamente più pesante al momento del contatto.

Inoltre, la posizione verticale del polso permette un inserimento migliore nei colpi al corpo (Shita Tsuki), permettendo di infilare il pugno sotto la gabbia toracica dell'avversario per colpire direttamente il fegato o la milza senza che il gomito ruoti verso l'esterno, esponendoti a un contrattacco.

Se hai dei dubbi, vai al Makiwara. Prova a colpire cento volte con una rotazione completa e cento volte con il pugno verticale o a 45 gradi. Sentirai la differenza nelle vibrazioni che tornano indietro. Il pugno verticale non vibra: penetra.

Il Kyokushin ci insegna che la bellezza della tecnica risiede nella sua capacità di terminare lo scontro. Non stiamo danzando. Stiamo applicando la fisica per assicurarci che il nostro colpo sia l'ultimo.

Osu.



Nessun commento:

Posta un commento