mercoledì 22 ottobre 2025

Kyokushin: L’anno che cambiò la storia del Karate

 


Il 1964 non fu un anno qualunque per le arti marziali. Mentre il mondo assisteva ai Giochi Olimpici di Tokyo e al primo viaggio nello spazio di una donna, un coreano-giapponese di nome Masutatsu Ōyama completava la sua opera più grande: la fondazione ufficiale del Kyokushin, lo stile di karate che avrebbe rivoluzionato per sempre il combattimento a contatto pieno.

La risposta alla domanda “in che anno è stato fondato ufficialmente lo stile Kyokushin?” è inequivocabile: 1964. In quell’anno, precisamente nel mese di giugno, venne completata la costruzione della sede mondiale (Honbu) a Ikebukuro, Tokyo, e fu ufficialmente fondata la International Karate Organization Kyokushin Kaikan (IKO) .

Tuttavia, come spesso accade per le grandi rivoluzioni, il processo fu graduale. Alcune fonti citano il 1961 come anno di apertura del primo dojo a Los Angeles, e altre indicano il 1953 come data di fondazione dell’Oyama Dojo a Tokyo . Ma il consenso storico, sostenuto dall’organizzazione ufficiale, converge sul 1964 come anno della fondazione formale dello stile e della sua organizzazione mondiale.

Prima di parlare dello stile, bisogna parlare dell’uomo. Masutatsu Ōyama, nato Choi Yeong-eui nel 1923 in Corea durante l’occupazione giapponese, emigrò in Giappone nel 1938. La sua sete di conoscenza marziale era insaziabile: studiò lo Shotokan con Gichin Funakoshi, il Goju-ryu con Gogen Yamaguchi, il Daito-ryu Aiki-jujutsu, e raggiunse il 4° dan di Judo .

Ma la leggenda narra che fu il suo ritiro solitario sul Monte Kiyosumi a forgiare il suo spirito. Per 18 mesi, in condizioni estreme, perfezionò la sua tecnica e la sua mente. Quando scese dalla montagna, era un altro uomo. Iniziò a combattere tori a mani nude, uccidendone diversi con un solo pugno tra le corna. I giornali americani lo soprannominarono “La Mano di Dio” .

Negli anni ‘50, Ōyama viaggiò negli Stati Uniti, sfidando lottatori professionisti e pugili, dimostrando la superiorità del suo karate. Queste esperienze furono fondamentali per capire cosa funzionava nel combattimento reale e cosa andava scartato. Fu in quel crogiolo di esperienze che nacque l’idea del Kyokushin: un karate pratico, testato, che non si fermava ai kata tradizionali ma cercava la verità sul campo, a contatto pieno.

Il 1964 fu un anno di svolta per tre ragioni fondamentali.

La costruzione del quartier generale mondiale: Nel giugno del 1964, Ōyama completò la costruzione del primo dojo centrale (Honbu) a Tokyo, nella zona di Ikebukuro. Non era più il piccolo dojo di quartiere. Era il simbolo di una nuova era .

La fondazione dell’organizzazione internazionale: Nello stesso mese, Ōyama fondò ufficialmente la International Karate Organization Kyokushin Kaikan, con a capo come presidente onorario Eisaku Sato, primo ministro giapponese e premio Nobel per la pace . Questo non fu solo un atto burocratico. Fu una dichiarazione di intenti: il Kyokushin non era più un’arte di nicchia, ma un movimento globale.

L’acquisizione della cittadinanza giapponese: Nel 1964, Ōyama ottenne ufficialmente la cittadinanza giapponese, assumendo definitivamente il nome Masutatsu Ōyama. Per un coreano nel Giappone del dopoguerra, non era un dettaglio da poco .

A partire da quel momento, il Kyokushin iniziò la sua espansione inarrestabile. Oggi, è praticato da oltre 12 milioni di persone in più di 120 paesi .

Cosa rende unico il Kyokushin?

Perché il Kyokushin è così importante nella storia del karate? Perché Ōyama fece una scelta radicale: il contatto pieno (full contact).

Mentre altri stili di karate si stavano trasformando in sport da tocco (semi-contact) per adattarsi alle competizioni, Ōyama mantenne il Kyokushin fedele al suo scopo originale: testare la tecnica contro la resistenza reale. Nelle competizioni Kyokushin, i pugni al corpo sono permessi a piena potenza, e i calci alla testa anche. Non ci sono protezioni pesanti. Si combatte a mani nude, e l’arbitro ferma solo quando un atleta non può più continuare.

Questa filosofia si riflette anche nel condizionamento fisico: i praticanti Kyokushin sono famosi per le loro tibie indurite, per la loro resistenza e per la loro capacità di incassare colpi.

Il nome stesso, “Kyokushin”, significa “la via della verità ultima” (Kyoku: “estremo”, Shin: “verità” o “cuore”, Kai: “associazione”). Non c’è nome più appropriato per uno stile che cercava la verità nel combattimento.

Oggi, il Kyokushin è uno degli stili di karate più diffusi al mondo. Ha generato innumerevoli sottostili e ha influenzato profondamente il mondo delle MMA e del kickboxing. Lottatori come Andy Hug e Georges St-Pierre hanno portato le tecniche Kyokushin sui palcoscenici più importanti del mondo, dimostrando che quel karate “duro” funziona ancora.

Il 1964 non fu solo l’anno della fondazione. Fu l’anno in cui Masutatsu Ōyama, dopo anni di studio, combattimenti e sacrifici, decise di ufficializzare la sua visione. Una visione che continuava a vivere, espandersi e ispirare nuove generazioni di artisti marziali.

Quando oggi vedi un lottatore di MMA che usa un calcio basso alla coscia o un pugno diretto al plesso, stai vedendo l’eredità del Kyokushin. Quando vedi un praticante di karate che fa sparring a contatto pieno, incassando e colpendo senza paura, stai vedendo l’eredità di Ōyama.





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